Indumenti e attrezzatura

Indumenti e attrezzatura

Equipaggiamento da escursione/trekking

Ai primi posti per la scelta dell’abbigliamento dobbiamo mettere:
1) Comfort
2) prestazioni degli articoli
Oggi preferiamo capi fatto con i cosiddetti tessuti tecnici, che sono, di norma, tessuti sintetici.
Attenzione, non è il tessuto che fa la differenza ma il filo con cui è fatto e di conseguenza, il modo in cui è tessuto ed infine come viene trattato.
In fase di acquisto scegliere gli articoli più leggeri e resistenti e non comprare tutta l’attrezzatura in una volta sola, così da poter testare articoli e marche ed eventualmente optare per altre soluzioni che abbiamo rese migliori.
“Ultimo modello” non significa migliore.
Andiamo ora a vedere nel particolare come strutturare l’abbigliamento specifico per un’escursione tipo.
Una serie di strati messi con un certo giudizio ci ripareranno dalle intemperie e in base alle condizioni meteorologiche potremo aumentarli o diminuirli al fine di mantenere il livello del nostro comfort ottimale.


1° strato
Indumenti a contatto con la pelle, servono a mantenere la pelle calda, asciutta e riparare dallo sfregamento (spallacci dello zaino e scarponi).
Gli indumenti disperdono meno calore di quelli bagnati, la maglietta intima va lunga e attillata per aumentare la traspirazione e tenere caldo il busto, va sempre infilata nei pantaloni (un colpo d’aria sulla schiena sudata può essere fatale per la riuscita dell’escursione).
Materiali: cotone 90% resto elastame, se tollerate a contatto con la pelle il polipropilene e il poliestere vanno ancora meglio.
Usate sempre la maglietta e non la canottiera che non vi proteggerà dall’attrito degli spallacci dello zaino.


2° strato
E’ lo strato isolante, crea una camera d’aria tra corpo ed esterno, maggiore è la quantità d’aria contenuta, maggiore è il calore trattenuto, in questo strato i vestiti non devono essere aderenti per poter trattenere più aria.
Felpa, o maglia, o ancora camicia, traspiranti (anche in cotone trattato), tutti con collo (per proteggersi dal vento.
Pantaloni da escursionismo con rinforzi.
Nel periodo caldo vanno bene i bermuda o pantaloni divisibili.
Materiali: polipropilene, poliestere o cotone trattato (un po’ antiquato ma tollerato dai più).


3° strato
Strato termico.
Pile o maglione di lana, in estate possono essere sostituiti da gilet o giubbottino termico (in soft shell, sempre fatto con fili di polipropilene e/o poliestere), mentre in inverno sono da preferire le versioni più pesanti e anti-vento degli stessi. La lana, scelta più naturale tende a pesare di più dei tessuti sintetici.


4° strato
Guscio idrorepellente, lo strato più esterno, una giacca idrorepellente.
Consigliabili giacche in nylon con membrana idrorepellente, la più conosciuta è il Gore-Tex, ma sul mercato ne esistono di molti altri tipi sempre efficaci, sono membrane incollate sotto allo strato di nylon.
Per capire la qualità , stropicciare una manica se riprende la forma originale avete tra le mani un prodotto di qualità, in caso contrario cambiate articolo.
Le cuciture dovranno essere termosaldate per garantirne l’impermeabilità, meglio se dotato di aperture per l’aerazione.
(I gusci economici, sono sempre in nylon (trattato con sostanze impermeabili) senza la membrana idrorepellente, senza chiusure termosaldate, non sono traspiranti.
PRO: milioni di micro-fori nella membrana, permettono al vapore acqueo di traspirare, quindi tendono a mantenere più asciutto il corpo, non fanno passare l’acqua che è formata da gocce di maggiori dimensioni dei fori.
Se conservati bene, questi capi, durano molti anni.
CONTRO: non traspira il sudore liquido.
Prezzo elevato.

Il corpo è ora protetto, ma mancano ancora le estremità, vediamo cosa indossare:
Testa:
cappello leggero per il sole, pesante per il freddo (deve coprire le orecchie).
Teniamo conto che la testa disperde circa il 50% del calore corporeo, quindi il cappello è l’indumento più importante, insieme al guscio esterno, in montagna, ricordiamo che un cappello pesante ha lo stesso valore isolante di un maglione.
Collo/gola:

scaldacollo in pile per il freddo, in microfibra in estate.
Viso:
quando tira aria di tormenta, una bella maschera in neoprene o un classico passamontagna in pile.

Mani:
guanti e/o muffole, i primi tengono meno il caldo ma se dovete maneggiare oggetti sono più comodi, le seconde sono più calde ma meno pratiche per usare le mani, in entrambi i casi si può usare un sottoguanto leggero.

Piedi:
calze, oggigiorno il mercato offre un’incredibile gamma di calze da escursionismo, ogni zona del piede è tessuta con materiali diversi per minimizzare gli attriti e la formazione delle vesciche, altre parti sono rinforzate, ci sono versioni estive ed invernali e i prezzi variano moltissimo, la qualità è direttamente proporzionale.
Scarponi: li uso con tomaia alta (14/19 cm), suola in Vibram di tipo rigido (per l’escursionismo evitate le suole con inserto metallico, non fanno al caso nostro), guardolo, punta e tallone rinforzati.


Guida all’acquisto: recatevi per la prova degli scarponi nel pomeriggio, in quanto il piede tende a gonfiare, così da evitare brutte sorprese durante l’escursione, provateli con i calzettoni che usate di solito, prendetevi tutto il tempo necessario, queste calzature hanno una schiuma che prende la forma del piede quando viene scaldata dal calore corporeo, quindi ogni paio va calzato 15/20 minuti, e dovete camminarci (alcuni negozi hanno dei mini percorsi che imitano i sentieri sconnessi), dopo tale tempo, non devono dare problemi e le dita non devono toccare la punta.
Provate la vostra taglia, quella successiva e quella precedente, ascoltate i piedi e non gli occhi cioè meglio comodi che belli.
Scarpe basse: vale il discorso degli scarponi, ma la caviglia resta scoperta e in caso di neve o acqua è più facile bagnarsi.


Zaino

è la parte più importante insieme agli scarponi, ne esistono di tantissimi modelli, ma li possiamo classificare in 3 tipologie:
uomo, donna, bambino e sono costruiti in base alla struttura fisica.
Gli spallacci sono posizionabili in basse alla costituzione e all’altezza (S-M-L-XL) di chi li indossa.
La capienza è espressa in litri:
20/30 escursioni giornaliere
40/50 escursioni fino a 2 giorni
meglio una zaino sovradimensionato che il contrario.

Lo zaino deve avere:
tasche laterali
spallacci regolabili in base altezza
cinghie addominali
cinghie pettorali
cinghie superiori
(tutte queste cinghie servono a ottimizzare il carico alla schiena.)

N.B.: il peso dello zaino (pieno) non deve mai eccedere il 20% del peso di colui che lo dovrà portare.
Se lo zaino non è corredato da coprizaino impermeabile, prenderne uno generico (controllare la misura e l’impermeabilità) o dotarsi di sacco nero della spazzatura tagliato ad hoc per far passare gli spallacci (versione super economica e super funzionale)

Come caricare lo zaino
Gli oggetti più pesanti vanno messi contro la schiena e al centro dello zaino.
Gli oggetti che userete con più frequenza metteteli nelle tasche laterali.

Che cosa portare nello zaino:
mappa
bussola (solo se sapete usarle se no faranno solo da zavorra)
abbigliamento supplementare (ricambi e i “famosi” strati che non usiamo in un dato momento dell’escursione)
lampada frontale
pronto soccorso (garze, bende, cerotti di varia misura, nastro adesivo, forbici, sapone, quanti in lattice) carta e penna.
fiammiferi o acciarino
coltellino
crema solare
cibo e acqua


Bastoncini:(chiamati dagli eretici dell’escursionismo:”racchette” da trekking, le racchette si usano per il ping pong, il tennis ecc…) servono a scaricare un po’ di peso dalla schiena, circa il 6/8% ad ogni passo.
Acquistare modelli regolabili in lunghezza (telescopiche) e ricordate che più costano meno pesano.

Racchette da neve: (chiamate in dialetto trentino:”ciaspole”: vanno scelte i base al proprio peso, prenderle con l’alzatacco per la salita, ramponcini e griffa in acciaio di buona qualità.

Occhiali da sole: Per proteggere gli occhi dalla luce intensa e dai raggi ultravioletti, vanno quindi scelti in base alla gradazione del filtro anti UV che non dev essere inferiore a 4/5.

Per i miopi sono consigliate lenti dai colori caldi (rosso, marrone), per chi soffre i ipermetropia scegliere lenti grigie o verdi.

L’occhiale deve fasciare l’occhio soprattutto su terreno innevato e sul ghiaccio.

Ghette: lunghe o corte,come preferite ma che siano impermeabili. Servono per ripararsi dalla neve, o dall’acqua che cola dalla mantella.

Mantella: per riparsi (zaino compreso) dalla pioggia fitta, da abbinare alle ghette, deve essere impermeabile, quelle da 10€ usatele al posto del cellophane in cucina.

Può essere usata come telo tenda in caso di emergenza, controllare sull’etichetta la colonna d’acqua a cui resiste, la scalava da 1000 a 5000, sotto ai 2000 non compratela.

Sono consigliate le mantelle con aperture di aerazione e cuciture termosaldate.

Ombrello: con puntale rigorosamente in legno, ottimo riparo in caso di grandine e pioggia battente, unica pecca non si riesce ad usare con i bastoncini da trekking.

Borraccia e thermos: Mai in plastica, preferire l’alluminio che è molto più resistente (evitando i modelli troppo economici che sono troppo sottili), il thermos consigliato per le uscite invernali.

Telo termico: costa poco e non ingombra, in caso di emergenza è ottimo contro il caldo o il freddo.

 

Coltello: mai uscire senza, a serramanico, per il modello, a voi la scelta, per le uscite invernali ne esistono alcuni modelli che si possono aprire anche senza togliere i guanti.

Lampada frontale: sceglierla piccola e a led, da usare in rifugio e nelle uscite notturne.

Binocolo: per ammirare il panorama, gli animali o cercare un sentiero a distanza in caso ci si sia persi.

Più è costoso e meno pesa e più alta è la qualità della visione.

Burro di cacao: per proteggere le labbra.

Crema solare: per evitare scottature.

Fischietto: per farsi individuare in caso di nebbia.

Kit pronto soccorso.